Un sito coerente quando crescono pagine e reparti: come usare componenti riutilizzabili
Mantenere riconoscibilità e facilità di aggiornamento durante l'espansione del sito.
Redazione SqualiOnline · 2026-09-07
Un sito che cresce si sfalda per accumulo, non per un errore. Ogni reparto aggiunge la sua pagina, ogni pagina risolve gli stessi problemi da capo, e dopo due anni convivono sei tipi di pulsante e quattro modi di intitolare un servizio. Il costo non è estetico: è che ogni pagina nuova riapre decisioni già prese, e nessuno sa più quale sia la versione giusta.
Un sistema di componenti serve a chiudere quelle decisioni una volta sola. Non è un manuale grafico da consultare: è un insieme di pezzi già decisi, con scritto quando si usano, che cosa possono cambiare e chi risponde se cambiano.
Il sintomo non è la bruttezza, è il tempo
Prima di costruire qualcosa conviene riconoscere se il problema c’è davvero. I segnali sono operativi, non visivi.
- La stessa informazione compare in tre forme diverse a seconda di chi ha fatto la pagina.
- Ogni pagina nuova comincia con una discussione su come deve essere fatta, invece che su che cosa deve dire.
- Nessuno tocca più le pagine vecchie, perché non si sa che cosa si rompe.
- Una modifica banale, come cambiare il testo di un pulsante ovunque, richiede di aprire trenta pagine a mano.
Se nessuno di questi sintomi si presenta, il sistema non serve ancora: arriva quando il sito comincia a costare tempo a ogni aggiunta.
Le quattro decisioni che vale la pena fissare per prime
Non si parte dai casi rari. Si parte da ciò che compare in ogni pagina, perché è lì che l’incoerenza si vede e costa.
- Titoli: quanti livelli esistono e a che cosa servono. Una pagina ha un solo titolo principale; i sottotitoli descrivono il contenuto della sezione, non fanno da slogan. È la regola più noiosa e la più utile.
- Pulsanti: quante forme esistono e che cosa significano. Di norma bastano tre, cioè l’azione principale della pagina, un’alternativa secondaria e un collegamento testuale. Se in una pagina servono due azioni principali, il problema non è grafico: è che la pagina ha due obiettivi.
- Immagini: proporzioni ammesse, che cosa deve mostrare una foto di prodotto, di persona o di lavoro, e che cosa si fa quando la foto manca. Il caso della foto mancante va deciso una volta, non improvvisato pagina per pagina.
- Moduli: aspetto dei campi, segnalazione dei campi obbligatori sempre uguale, dove compaiono gli errori, che cosa vede chi ha appena inviato. È la parte in cui l’incoerenza non fa brutta figura: fa perdere richieste.
Comune, variante, eccezione: come si decide
La domanda che si ripete non è come costruire un componente, ma se una richiesta sia davvero particolare. Tre casi, in ordine di frequenza.
- È lo stesso componente e cambia solo il contenuto. Nessuna decisione da prendere: si usa.
- È una variante prevedibile, cioè lo stesso pezzo con un’opzione già ammessa, per esempio una scheda con immagine e una senza. La variante si aggiunge al componente e si scrive, non si ricrea da zero.
- È davvero un’eccezione: serve una volta sola, in una pagina sola, per una ragione che si sa spiegare. Si fa, si segna dove si trova, e si rivede dopo qualche mese. Se nel frattempo è stata copiata due volte non era un’eccezione, ed è ora di promuoverla a variante.
Un piccolo catalogo, con i limiti scritti accanto
Il catalogo utile non elenca componenti: dice quando si usano e quando no. Esempio illustrativo per un sito aziendale che sta crescendo.
| Componente | Quando si usa | Limite dichiarato |
|---|---|---|
| Testata di pagina | Apertura di ogni pagina: titolo, una frase, al massimo un’azione | Non contiene elenchi né più di un pulsante |
| Scheda di servizio | Rimando a una pagina di servizio dentro un elenco | Titolo su due righe al massimo, nessun prezzo |
| Blocco prova | Lavori, riferimenti o recensioni con il loro contesto | Non si usa senza indicare a quale servizio si riferisce |
| Riquadro di avvertenza | Un limite, una condizione, una scadenza | Uno per pagina: se sono tre non risaltano più |
| Modulo breve | Fine di una pagina di servizio | Massimo quattro campi; le richieste complesse hanno un modulo dedicato |
| Tabella di confronto | Due o più opzioni valutate con gli stessi criteri | Non oltre quattro colonne, altrimenti non si legge da telefono |
La colonna dei limiti è quella che fa risparmiare tempo: risponde in anticipo alla domanda «posso usarlo anche qui?», che è la domanda con cui i sistemi si sfaldano.
Chi decide, chi aggiorna, chi può dire di no
Un sistema senza responsabili dura quanto la permanenza di chi l’ha fatto.
- Una persona sola decide se una richiesta è variante o eccezione. Può consultare chi vuole, ma la decisione non è collegiale: altrimenti non arriva e si procede per conto proprio.
- Chi scrive i contenuti sa quali componenti può usare e con quali testi, lunghezze massime comprese. È lì che i componenti si rompono: un titolo di quindici parole in uno spazio pensato per sei.
- Ogni modifica a un componente comune viene comunicata a chi gestisce le pagine, perché cambia ovunque, anche dove nessuno stava guardando.
- Dove si trova il catalogo è scritto da qualche parte. Se vive nella testa del fornitore, alla prima sostituzione si ricomincia.
La prova: una pagina semplice e una difficile
Un sistema si valuta solo montandoci sopra due pagine vere, scelte apposta agli estremi.
- Una pagina semplice, per esempio quella di presentazione dell’azienda: deve venire su senza inventare niente. Se già qui serve un pezzo nuovo, mancano le fondamenta.
- Una pagina difficile: quella che il commerciale usa davvero, con confronti, prove, allegati e più azioni possibili. Qui emergono i casi che nessuno aveva previsto.
- Si annota ogni volta che si è dovuto forzare un componente per farlo entrare. Quell’elenco è la lista delle varianti da aggiungere.
- Si rifà la prova dopo le correzioni, sulle stesse due pagine, per vedere se le forzature sono sparite.
Quello che questa guida non copre
Qui si parla del sistema visivo: i pezzi con cui sono fatte le pagine e le regole per usarli. Come organizzare gli argomenti quando i servizi sono molti, cioè quali pagine esistono, come si chiamano e come si collegano, è una questione di struttura del sito e si affronta prima di questa. Anche chi materialmente aggiorna i contenuti dopo la consegna, e con quali strumenti, è un discorso a sé.
Domande frequenti
Serve un sistema di componenti anche per un sito piccolo?
Per un sito che cambia raramente e ha poche pagine, il sistema completo è sproporzionato. Restano utili tre o quattro regole scritte, in particolare su titoli e pulsanti, perché sono quelle che vengono violate per prime quando qualcuno aggiunge una pagina di fretta.
Chi deve tenere il catalogo dei componenti, noi o il fornitore?
Il fornitore lo realizza e lo mantiene aggiornato, ma il documento deve essere vostro e consultabile senza chiederlo: è quello che vi permette di far lavorare qualcun altro sul sito senza ricostruire le regole da zero. Nel contratto conviene scrivere che vi viene consegnato e in quale forma.
Se cambiamo immagine coordinata, il sistema va buttato?
No, ed è il vantaggio principale. Colori, caratteri e spaziature stanno in un punto solo e cambiano lì; le regole su quando si usa un componente restano valide, perché descrivono il comportamento e non l’aspetto. Il rifacimento diventa un lavoro di ore invece che di settimane.
Costruiamo una struttura grafica che accompagni la crescita.
Se ne vuoi parlare, il servizio che se ne occupa è Siti web.

