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Gestire resi e sostituzioni online senza perdere il controllo degli ordini

Rendere tracciabile il percorso dalla richiesta al rientro e alla chiusura.

Redazione SqualiOnline · 2026-09-07

Un reso è un ordine che torna indietro senza numero, senza data di consegna e senza qualcuno che lo stia aspettando. È per questo che si perde: nessuno lo segue come si segue un ordine in uscita. Questa guida serve a dare al percorso di rientro gli stessi stati, gli stessi responsabili e la stessa tracciabilità di una vendita.

Il problema non è quasi mai il singolo reso. È il caso a metà: il cliente dice di aver spedito, in magazzino non risulta niente, l’amministrazione non sa se rimborsare, e nessuno dei tre ha torto perché nessuno sta guardando lo stesso dato.

Che cosa raccogliere quando la richiesta arriva

La richiesta va aperta con le informazioni che servono a decidere, non con tutte quelle possibili. Chiedere troppo blocca il cliente; chiedere troppo poco costa tre email.

  • L’ordine e il prodotto specifico, con la quantità: un ordine può contenere più pezzi e tornarne indietro uno solo.
  • Il motivo, scelto da un elenco chiuso e breve — non corrisponde a quello che mi aspettavo, è difettoso, non mi serve più, misura sbagliata, errore nostro — con uno spazio libero per il resto.
  • Lo stato del prodotto e dell’imballo, e una fotografia quando il motivo è un difetto o un danno da trasporto.
  • Che cosa vuole il cliente: rimborso, sostituzione, riparazione. Chiederlo subito evita il giro di domande successivo.

Il motivo scelto da un elenco è la sola parte non negoziabile. È quello che, mesi dopo, permetterà di capire se un prodotto torna indietro perché è fatto male o perché la scheda lo descrive male.

Tre stati che vengono confusi

La maggior parte dei problemi nasce dal trattare come una cosa sola tre momenti diversi, che possono distare settimane.

  • Richiesta ricevuta. Il cliente ha scritto. Non è ancora successo niente di operativo, ma il tempo di risposta parte da qui.
  • Reso autorizzato. Qualcuno ha deciso che il reso si può fare, a quali condizioni e con quale modalità di rientro. Da qui il cliente sa che cosa fare e il magazzino sa che cosa aspettare.
  • Rientro verificato. Il pacco è arrivato, è stato aperto, il contenuto corrisponde ed è stato controllato. È l’unico stato che autorizza la chiusura economica.

Il flusso, con un responsabile per ogni passaggio

Ogni stato ha bisogno di tre cose: chi lo fa avanzare, che cosa deve essere vero per avanzare, e che cosa il cliente vede in quel momento. Quella che segue è una struttura tipo, da allineare alle vostre condizioni di vendita.

StatoChi lo fa avanzareCondizione per passare al successivoChe cosa vede il cliente
Richiesta ricevutaAssistenza clientiDati completi e caso rientrante nelle condizioniConferma di ricezione con il riferimento della pratica
In valutazioneAssistenza clienti, con il tecnico se c’è un difettoDecisione presa: autorizzato, rifiutato o proposta alternativaUn messaggio di attesa se la valutazione richiede tempo
Reso autorizzatoAssistenza clientiIstruzioni inviate e riferimento comunicato al magazzinoCome e dove spedire, entro quando, con il riferimento da indicare
In attesa di rientroMagazzinoPacco arrivato e associato alla praticaNulla, finché non arriva
Rientro verificatoMagazzinoContenuto corrispondente e controllo eseguito, con esitoConferma di ricezione e che cosa succede adesso
ChiusoAmministrazioneRimborso emesso o sostituzione speditaDocumento del rimborso, o tracciamento della nuova spedizione

Due colonne meritano attenzione. «Chi lo fa avanzare» deve contenere un ruolo, non un nome proprio, altrimenti il processo si ferma quando quella persona è in ferie. «Che cosa vede il cliente» esiste perché buona parte dei solleciti nasce dal silenzio, non dal ritardo.

Rimborso e sostituzione non sono lo stesso percorso

Il rimborso chiude una pratica. La sostituzione ne apre una seconda, e da lì in poi ci sono due cose da seguire invece di una.

  • La sostituzione dipende dalla disponibilità: se il prodotto non c’è, il cliente sta aspettando qualcosa di cui nessuno gli ha detto la data. Va deciso in anticipo dopo quanto tempo si converte in rimborso.
  • Il pezzo sostitutivo va impegnato quando il reso viene autorizzato, non quando il vecchio rientra, altrimenti nel frattempo finisce venduto a qualcun altro.
  • Il prodotto rientrato va classificato: rivendibile, da ricondizionare, da eliminare. Se questa decisione non ha un responsabile, la merce resta su un bancone e la disponibilità a sistema è sbagliata.

Contare i motivi, non solo i pezzi

Il numero di resi da solo non dice niente. I motivi, letti insieme al prodotto, dicono che cosa correggere e dove.

  • Un prodotto che torna spesso perché «non era come pensavo» ha un problema di scheda: mancano misure, materiali, fotografie o un riferimento di grandezza.
  • Un prodotto che torna ripetutamente per misura sbagliata ha bisogno di una tabella di corrispondenza, non di uno sconto.
  • Un motivo che ricorre solo per un corriere o per una zona è un problema di trasporto o di imballo, non di prodotto.
  • Un aumento che segue una promozione dice che si sta vendendo a chi non è il destinatario giusto.

Basta una lettura ogni pochi mesi, con due domande: quali prodotti tornano più spesso, e quale motivo compare per primo. Sono i due dati che fanno cambiare qualcosa a monte, dove il reso si evita invece di gestirlo.

Quello che questa guida non copre

Qui si organizza il percorso interno: stati, responsabili, tracciabilità. Che cosa siete tenuti a concedere, in quali termini e con quali obblighi di informazione dipende dalle norme applicabili al vostro caso e dalle vostre condizioni di vendita: sono materia da far verificare a un legale, e questa guida non la sostituisce. Le informazioni da mettere nelle schede prodotto per evitare i resi e la gestione degli ordini pagati, falliti o rimborsati sono trattate a parte.

Domande frequenti

Serve un modulo dedicato o basta l’email?

Con pochi resi al mese l’email funziona, a patto che esista un posto unico dove sono elencati i casi aperti con il loro stato. Il modulo diventa utile quando i casi si accavallano: raccoglie sempre le stesse informazioni e assegna un riferimento che magazzino e amministrazione possono cercare.

Chi decide se un reso è accettabile?

Il ruolo va nominato in anticipo, insieme ai casi che quel ruolo può decidere da solo e a quelli che passano a qualcun altro. Senza questa divisione ogni caso dubbio si ferma in attesa di una risposta che nessuno si sente autorizzato a dare.

Ogni quanto si controllano i motivi dei resi?

Una lettura ogni pochi mesi è sufficiente per la maggior parte delle aziende, con un’eccezione: quando entra in catalogo un prodotto nuovo o cambia un fornitore, conviene guardare prima, perché è il momento in cui un problema si corregge ancora a costo basso.

Organizziamo il percorso di assistenza dopo l'acquisto.

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