Sito per un nuovo intervento immobiliare: come presentare unità e disponibilità
Aiutare l'acquirente a trovare l'unità adatta e richiedere un appuntamento informato.
Redazione SqualiOnline · 2026-09-07
Chi guarda un nuovo intervento immobiliare arriva sul sito con tre domande in testa: dove si trova esattamente, che cosa è ancora libero e quando si consegna. Se la pagina risponde con i rendering e una frase sulla qualità dell’abitare, quella persona deve telefonare per sapere una cosa che si poteva scrivere. Alcuni telefonano. La maggior parte guarda l’intervento successivo. Questa guida serve a organizzare le informazioni in modo che chi arriva capisca da solo se c’è un’unità adatta a lui.
L’obiettivo non è vendere un appartamento online. È far arrivare in ufficio persone che hanno già scartato ciò che non fa per loro, e che si siedono sapendo di che cosa si parla.
Le domande a cui rispondere prima dell’appuntamento
Sono sempre le stesse, e sono poche. Un sito che le lascia senza risposta scarica sul telefono un lavoro che poteva evitare.
- Dove si trova davvero. L’indirizzo, il quartiere, che cosa c’è intorno a piedi. «Zona strategica» non è un’informazione: chi conosce la città vuole il nome della via, chi non la conosce vuole una mappa.
- Quali tipologie esistono e quante ne sono previste. Chi cerca ragiona per numero di stanze, non per superficie.
- Che cosa è ancora disponibile, adesso.
- A che punto sono i lavori e che cosa si può visitare oggi: il cantiere, un appartamento campione, soltanto l’ufficio vendite.
- Che cosa comprende la fornitura, cioè il capitolato, e quali scelte restano all’acquirente.
Tre livelli, non un elenco piatto
La struttura che regge è a tre livelli. L’intervento nel suo insieme: dove sta, com’è fatto, chi lo costruisce, che cosa lo distingue. Poi gli edifici o le scale, con i piani e le tipologie che contengono. Infine la singola unità, con la sua scheda. Chi cerca scende di livello solo quando il livello sopra lo ha convinto, e chi arriva da una ricerca specifica entra direttamente dalla scheda: entrambi i percorsi devono funzionare.
L’avanzamento dei lavori è un filo a parte, che attraversa tutti e tre i livelli. Poche fotografie datate, con una riga che dice a che punto si è, valgono più di una galleria senza data: mostrano che il cantiere procede e che qualcuno se ne occupa anche sul sito.
Planimetrie e caratteristiche: prima la legenda, poi il disegno
Una planimetria pubblicata senza spiegazioni genera più telefonate di quante ne eviti, perché ognuno la legge a modo suo. Va accompagnata da poche righe fisse, uguali per tutte le unità.
- L’orientamento, cioè da che parte è il nord, e l’esposizione dei locali principali.
- Quali superfici sono dichiarate e con quale criterio: commerciale, calpestabile, dei balconi, delle pertinenze. Sono numeri diversi e vanno tenuti separati.
- Che cosa nel disegno è arredo indicativo e non è compreso.
- Quali finiture sono a scelta e quali no, e fino a quale fase del cantiere la scelta è possibile.
- Quali varianti sono ammesse e quali no.
Una scheda appartamento, voce per voce
La scheda seguente è illustrativa: serve a mostrare quali voci servono, non a descrivere un immobile reale.
| Voce della scheda | Che cosa deve dire |
|---|---|
| Codice dell’unità | Un riferimento che esiste anche nei documenti interni, per esempio «Edificio B — piano 2 — unità B21», così che al telefono si parli della stessa cosa. |
| Tipologia | Numero di locali e di camere, prima ancora dei metri quadrati. |
| Superfici | Le superfici dichiarate, dicendo quali sono: commerciale, calpestabile, balconi, cantina. |
| Piano e accessi | Piano, presenza di ascensore, esposizione dei locali principali. |
| Pertinenze | Cantina, posto auto, giardino o terrazzo, e se sono compresi o si acquistano a parte. |
| Stato | Disponibile, opzionato o non disponibile. Una parola sola, con lo stesso significato in tutto il sito. |
| Consegna prevista | Il periodo indicato nei documenti del cantiere, non una data ottimistica. |
| Documenti | Planimetria e capitolato, cioè quello che si può consegnare a chiunque lo chieda. |
Chi aggiorna la disponibilità, e ogni quanto
La parte difficile non è pubblicare gli stati: è tenerli veri. Serve un flusso deciso prima di andare online.
- Una sola fonte ufficiale: l’elenco delle unità con il loro stato, tenuto da chi vende. Il sito legge da lì, o viene aggiornato da lì, mai da un secondo elenco parallelo.
- Una persona responsabile, con nome e cognome, non «l’ufficio commerciale».
- Tre stati e non di più, definiti per iscritto: che cosa fa passare un’unità da disponibile a opzionata, quanto dura un’opzione, e che cosa la fa tornare indietro.
- Un momento fisso in cui si aggiorna — ogni mattina, oppure a ogni proposta firmata — e la data dell’ultimo aggiornamento scritta sulla pagina.
- Un controllo periodico che confronti l’elenco pubblicato con quello interno: le due cose divergono sempre, prima o poi.
Le preferenze si raccolgono, i dati riservati no
Il modulo di un intervento immobiliare non serve a qualificare finanziariamente nessuno: serve a preparare un appuntamento. Chiedere troppo al primo contatto sposta la selezione nel punto sbagliato.
- Si chiede che cosa interessa: tipologia, esigenze concrete come il piano alto o il posto auto, i tempi entro cui si vorrebbe entrare, e come preferisce essere ricontattato.
- Non si chiedono al primo contatto reddito, situazione del mutuo, documenti o composizione familiare.
- Non si pubblicano mai nomi degli acquirenti, unità assegnate a persone riconoscibili o documenti che riguardano una trattativa.
- Le richieste finiscono in un elenco con un responsabile e un tempo di risposta dichiarato, non in una casella di posta condivisa che nessuno presidia il sabato.
Vale la pena scrivere sulla pagina che cosa succede dopo l’invio: chi richiama, in quanto tempo, e se il primo passo è una telefonata o una visita. Chi lascia un recapito per una decisione di questa portata vuole sapere che cosa ha appena messo in moto.
Quello che questa guida non copre
Qui si parla solo di comunicazione verso chi compra. La gestione interna del cantiere — contratti, fornitori, costi, avanzamento — è un’altra cosa e ha bisogno di strumenti suoi. Anche il modo di decidere quali domande fare in un modulo di contatto, e quali togliere, merita un discorso a parte.
Domande frequenti
Conviene pubblicare i prezzi delle singole unità?
Non c’è una risposta valida per tutti: dipende da come vendete e da quanto il prezzo varia in trattativa. Se scegliete di non pubblicarli, dite almeno che cosa comprende la fornitura e come si ottiene un’indicazione. L’errore vero è l’incoerenza: prezzi su alcune unità e non su altre, senza un criterio leggibile.
Ogni quanto va aggiornata la disponibilità?
Con la stessa frequenza con cui cambia davvero. Meglio meno dettaglio ma aggiornato che una tabella completa e vecchia. In ogni caso conviene scrivere sulla pagina la data dell’ultimo aggiornamento: rende esplicito il limite invece di nasconderlo.
Serve un sito dedicato all’intervento o basta una sezione del sito aziendale?
Dipende dalla durata della vendita e da quanto l’intervento ha un’identità propria. Una sezione del sito aziendale capitalizza la reputazione dell’impresa ed è più semplice da mantenere; un sito dedicato ha senso quando l’intervento ha un nome, una comunicazione e un ufficio vendite suoi. Il costo che pesa non è la costruzione, è il presidio nei mesi successivi.
Definiamo la struttura del sito del tuo intervento.
Se ne vuoi parlare, il servizio che se ne occupa è Siti web.

