Sito lento: cosa controllare oltre al punteggio di PageSpeed
Capire quali problemi di prestazione ostacolano davvero i visitatori.
Redazione SqualiOnline · 2026-09-07
Un punteggio non è una diagnosi. Un sito può avere un punteggio mediocre ed essere perfettamente usabile, e può averne uno alto restando lento proprio nel momento che conta: quando qualcuno apre la scheda di un prodotto dal telefono, fuori casa, con una rete incerta. Per sapere se la lentezza sta davvero ostacolando i visitatori bisogna guardare le pagine che usano loro, sui dispositivi che usano loro.
La domanda utile non è «quanto facciamo di punteggio», ma «dove e quando le persone aspettano, e che cosa stanno aspettando».
Due misure diverse: la prova simulata e l’esperienza reale
Gli strumenti fanno due cose che vengono spesso confuse, e la confusione porta a lavorare sul problema sbagliato.
| Aspetto | Prova simulata | Esperienza degli utenti reali |
|---|---|---|
| Che cosa misura | Una singola apertura, in condizioni decise dallo strumento | Quello che hanno incontrato i visitatori nel periodo osservato |
| A che cosa serve | Confrontare due versioni della stessa pagina e cercare la causa | Sapere se il problema esiste, dove e per chi |
| Limite | Le condizioni non sono quelle dei vostri clienti | Non dice quale elemento della pagina è responsabile |
| Errore tipico | Leggere il punteggio come un voto assoluto | Fermarsi alla media e perdere la parte peggiore |
Le due misure si usano insieme, in quest’ordine: l’esperienza reale dice se vale la pena occuparsene, la prova simulata dice da dove cominciare. Guardare solo la seconda porta a inseguire un punteggio; guardare solo la prima lascia senza sapere che cosa toccare.
Che cosa pesa: immagini, video, script e componenti esterni
Nella maggior parte dei siti aziendali la lentezza non viene da codice scritto male, ma da cose aggiunte una alla volta e mai tolte.
- Immagini caricate alla dimensione dell’originale e rimpicciolite dal browser: il visitatore scarica una fotografia da stampa per vederla grande come un francobollo.
- Video incorporati che cominciano a scaricare all’apertura della pagina, anche se nessuno li avvierà mai.
- Componenti di terzi: chat, avviso dei consensi, statistiche, mappe, riquadri di recensioni. Ognuno sembra leggero, e insieme decidono quando la pagina diventa utilizzabile.
- Caratteri tipografici: se il testo aspetta il carattere per comparire, si guarda una pagina vuota mentre il contenuto è già arrivato.
- Funzioni installate per una necessità passata e mai rimosse, che continuano a caricarsi su tutte le pagine.
Un esercizio alla portata di chiunque: aprire una pagina e fare l’elenco di tutto quello che non è vostro contenuto. Per ogni voce, chiedersi chi l’ha voluta e che cosa succede a toglierla. Spesso la risposta è: non se ne accorge nessuno.
Tre momenti da guardare, non uno
«Lento» descrive esperienze diverse, che si correggono in modi diversi.
- L’apertura: quanto passa prima che compaia il contenuto principale, quello per cui si è arrivati. Non il primo pixel, non il menu: il contenuto.
- La risposta: quando si tocca un pulsante o si apre un menu, quanto tempo passa prima che succeda qualcosa. Una pagina che appare subito ma non reagisce sembra rotta, non lenta.
- La stabilità: quanto il contenuto si sposta mentre finisce di caricare. È quello che le persone raccontano come «il sito fa i salti»: si va per toccare una voce e sotto il dito ne arriva un’altra.
Il terzo è il più trascurato e spesso il più fastidioso, perché non fa perdere tempo: fa sbagliare.
Un registro delle prestazioni su tre pagine
La misura serve solo se è ripetibile. Si scelgono tre pagine che rappresentano usi diversi, si dichiarano le condizioni e si registra prima e dopo ogni intervento, con la data. Cambiare le condizioni fra le due rilevazioni rende il confronto inutile.
| Pagina | Condizioni dichiarate | Momento da misurare | Intervento previsto |
|---|---|---|---|
| Home | Telefono di fascia media, rete mobile | Apertura del contenuto principale | Ridurre l’immagine grande di apertura |
| Scheda prodotto | Telefono di fascia media, rete mobile | Stabilità durante il caricamento | Riservare lo spazio a immagini e recensioni |
| Modulo di contatto | Computer da ufficio, rete fissa | Risposta al primo tocco | Rimandare il caricamento della chat |
Accanto a ogni riga si annota il valore misurato e la data. I numeri non si confrontano con quelli di altri siti, ma con i vostri della volta precedente: è l’unico confronto che dice se l’intervento è servito.
Le priorità: prima togliere, poi rimandare, poi ridurre
- Togliere quello che non serve più. Costa poco e non ha rischi.
- Rimandare quello che serve ma non subito: un componente che si carica quando qualcuno lo usa non pesa sull’apertura.
- Ridurre il peso di quello che resta, a partire dalle immagini, che quasi sempre sono la parte più grossa.
- Cambiare come è costruito il sito. È l’ultima voce perché è l’unica che richiede un progetto, e le prime tre hanno già dato la maggior parte del risultato.
Quando la lentezza non è il problema da risolvere
- Se rallenta solo dal vostro ufficio, il sospetto va alla rete interna o al collegamento protetto, non al sito.
- Se il tempo se ne va prima che il browser riceva qualcosa, il problema sta nel server o nella funzione che prepara la pagina: un catalogo con una ricerca pesante non si risolve comprimendo immagini.
- Se la pagina lenta è una che quasi nessuno visita, l’intervento è vero ma inutile.
- Se l’attesa dipende da qualcosa che sta davvero lavorando, per esempio un calcolo o un configuratore, si lavora sull’attesa: dire che sta succedendo qualcosa e a che punto è.
Quello che questa guida non copre
Qui si parla dell’esperienza tecnica: che cosa rende faticoso l’uso del sito e come misurarlo in modo ripetibile. Non si promette che un punteggio migliore porti posizionamento o contatti, perché non funziona così. L’elenco completo dei controlli da fare prima di pubblicare un sito nuovo è un altro discorso, come lo è la diagnosi delle richieste che non arrivano.
Domande frequenti
Quale punteggio dovremmo raggiungere?
Nessun numero vale per tutti i siti, e inseguire il massimo porta spesso a togliere funzioni utili. Il criterio pratico è un altro: le pagine che portano richieste devono aprirsi e rispondere senza far aspettare sui dispositivi da cui arrivano davvero i visitatori.
Le immagini vanno tolte per avere un sito veloce?
No, vanno preparate. Il problema quasi mai è che ci siano fotografie: è che siano caricate a dimensione piena e che tutte partano insieme all’apertura. Ridimensionarle, comprimerle e caricare più tardi quelle sotto la prima schermata risolve gran parte dei casi senza rinunciare a niente.
Ogni quanto conviene rimisurare?
Dopo ogni intervento sulle prestazioni, e dopo ogni aggiunta al sito: un componente nuovo, una funzione installata, una sezione con contenuti pesanti. La lentezza torna sempre per accumulo, non per un guasto improvviso, quindi una verifica periodica sulle stesse pagine e nelle stesse condizioni è più utile di una misura straordinaria.
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